Il mercato delle schede video sta vivendo un momento storico senza precedenti. Per anni, il duopolio NVIDIA e AMD (con il timido inserimento di Intel) ha dominato incontrastato il settore del gaming su PC. Oggi, però, la Cina compie un passo fondamentale verso la completa indipendenza tecnologica con il lancio ufficiale della 7G100, la prima vera GPU gaming di produzione domestica dotata di una caratteristica software fondamentale: i driver con certificazione ufficiale Microsoft WHQL.
Prodotta dalla promettente azienda Lisuan Tech, la 7G100 si presenta al pubblico consumer sollevando un enorme interesse, ma anche parecchi dubbi. Se da un lato le specifiche tecniche e il traguardo software sono sbalorditivi, dall’altro i primi benchmark reali e il prezzo di listino dipingono un quadro complesso, in cui la nuova arrivata costa quanto una moderna RTX 5060 Ti ma offre prestazioni sul campo spesso inferiori a una vecchia RTX 3060.
Scopriamo insieme tutti i dettagli tecnici, i dati dei benchmark e l’analisi di mercato della nuova scheda video cinese.
Le specifiche tecniche della Lisuan 7G100: un cuore a 6 nanometri
Sotto il cofano, la 7G100 (basata sul chip grafico denominato 7G106) dimostra che l’industria dei semiconduttori cinese ha raggiunto una notevole maturità ingegneristica. A differenza di altri chip domestici che si limitano a utilizzare proprietà intellettuali (IP) su licenza, Lisuan Tech ha sviluppato internamente l’architettura a micro-nuclei integrati di rendering e inferenza denominata TrueGPU “Tiantu”.
Il chip è realizzato sfruttando il collaudato processo produttivo a 6 nanometri (N6) delle fonderie TSMC. Ecco una panoramica delle specifiche chiave che caratterizzano la scheda:
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Memoria Video (VRAM): 12 GB di GDDR6 su un bus a 192-bit, ideale per gestire le texture dei giochi moderni.
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Interfaccia: Piena compatibilità con lo standard PCIe 4.0 x16.
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Configurazione Core: 192 TMU (Texture Mapping Units) e 96 ROP (Raster Operations Pipelines).
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Consumi e Alimentazione: Un TDP massimo di 225W, gestito da un singolo connettore classico a 8-pin.
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Connettività: 4 uscite DisplayPort 1.4a con supporto fino a risoluzioni 8K a 60Hz HDR Freesync.
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Codec Video di livello Pro: Codifica hardware AV1 4K@30 FPS, HEVC 8K@30 FPS e decodifica AV1/HEVC fino a 8K/60 FPS.
La vera rivoluzione per la 7G100 risiede però nel comparto software. Lisuan è infatti diventata la quarta azienda al mondo (dopo NVIDIA, AMD e Intel) a superare la linea del traguardo dei driver WHQL (Windows Hardware Quality Labs) di Microsoft. Questo significa che la scheda supporta nativamente e stabilmente le API grafiche più diffuse nel gaming su PC: DirectX 12, Vulkan 1.3, OpenGL 4.6 e OpenCL 3.0. Inoltre, non si limita a funzionare su piattaforme Intel e AMD, ma è progettata per integrarsi nell’ecosistema di CPU cinesi come Loongson, Phytium e Hygon.
Benchmark alla mano: le prestazioni della 7G100 tra illusioni e realtà
Quando si analizza una nuova architettura GPU, è fondamentale scindere i test sintetici controllati dall’esperienza di gioco reale. Nei mesi precedenti al lancio, i primi leak su Geekbench OpenCL e sui benchmark di 3DMark avevano fatto gridare al miracolo.

Nelle suite di test sintetici, la 7G100 faceva registrare punteggi eccezionali: nel test 3DMark Steel Nomad superava addirittura la GeForce RTX 4060, posizionandosi nella stessa area di mercato di una Intel Arc B580. Anche nei test OpenCL, i punteggi si avvicinavano sensibilmente ai modelli di fascia media della scorsa generazione.
I test nei giochi reali (Real-World Gaming)
Con il debutto definitivo sul mercato e la pubblicazione delle prime recensioni indipendenti (come quella emersa sul celebre canale Bilibili 潮玩客), l’entusiasmo ha subito un brusco ridimensionamento.

Nei giochi veri e propri, la 7G100 mostra il fianco a pesanti colli di bottiglia legati all’ottimizzazione dei driver e alla compilazione degli shader. Nonostante l’attivazione di tecnologie di upscaling come FSR o la gestione dell’anti-aliasing standard (TAA), la GPU Lisuan Extreme 7G100 fatica a eguagliare le prestazioni di una RTX 3060 (scheda lanciata sul mercato ormai cinque anni fa). Nei titoli più pesanti, la scheda viene surclassata (con performance spesso dimezzate) da schede economiche e consolidate come la AMD Radeon RX 6600 XT o la NVIDIA RTX 4060.
Questo dimostra che, sebbene l’hardware della 7G100 sia valido sulla carta, scrivere driver capaci di gestire in tempo reale migliaia di varianti di shader in titoli complessi come Cyberpunk 2077 richiede anni di affinamento e ottimizzazione ingegneristica.
Il fattore prezzo: costa come una RTX 5060 Ti
Il vero tallone d’Achille che frena l’appetibilità commerciale della 7G100 per il grande pubblico è il suo posizionamento economico. Attualmente, la versione Founders Edition (prodotta in tiratura limitata a soli 1000 unità per il lancio) è stata inserita nel listino dello store cinese JD.com a 3299 RMB, che al cambio attuale equivalgono a circa 500 dollari / euro.
A questa cifra, la GPU si scontra direttamente con i prezzi di listino della nuova generazione di fascia media occidentale, in primis la RTX 5060 Ti. Pagare il prezzo di una scheda di ultimissima generazione per ottenere performance inferiori a una GPU di fascia media di vecchia data rende la 7G100 un acquisto irrazionale per qualsiasi videogiocatore tradizionale.
Conclusioni: per chi è pensata la GPU cinese?
La 7G100 di Lisuan Tech non deve essere valutata unicamente attraverso la lente del rapporto frame-per-secondo / prezzo a cui siamo abituati in Occidente.
Per il mercato globale dei gamer, la scheda è al momento ingiustificabile. Tuttavia, nel contesto della strategia geopolitica e tecnologica della Cina, la 7G100 rappresenta un successo straordinario. È la dimostrazione tangibile che l’ecosistema cinese è in grado di produrre una scheda grafica a 6nm indipendente, pienamente compatibile con i sistemi operativi Windows tramite driver certificati e capace di far girare motori grafici moderni.
Inizialmente, gran parte della produzione della serie G100 (che comprende anche le varianti professionali LX Pro, LX Ultra e LX Max per l’AI e i digital twin) sarà assorbita dagli uffici governativi e dalle aziende cinesi alla ricerca di soluzioni “Nvidia-free”. Per vedere una vera rivale commerciale capace di impensierire i giganti di Santa Clara nei nostri PC da gaming occidentali dovremo attendere le prossime generazioni di chip Lisuan, ma la strada tracciata è ormai chiarissima.




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