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Cina Blocca utilizzo di CPU AMD e Intel

da | Mar 25, 2024 | 0 commenti

La Cina ed il suo governo ha bloccato l’utilizzo delle CPU americane AMD ed Intel nei computer Governativi; ma anche di Microsoft.

 

La recente decisione della Cina di vietare l’utilizzo di prodotti di aziende tecnologiche statunitensi come Intel, AMD e Microsoft nei PC governativi ha scatenato una significativa agitazione nei mercati globali. Questa mossa è stata interpretata come una risposta alle tensioni crescenti tra Stati Uniti e Cina, che hanno influito pesantemente sul settore tecnologico.

In particolare, aziende come NVIDIA e AMD, con una forte presenza nel mercato cinese, potrebbero risentire di questa decisione poiché hanno costruito una solida base di consumatori nella regione. La Cina sembra ora promuovere l’adozione di soluzioni interne per ridurre la dipendenza da fornitori stranieri e proteggere la sicurezza nazionale.

Questa mossa potrebbe avere profonde implicazioni per l’industria tecnologica globale, con potenziali cambiamenti nelle dinamiche di mercato e nei rapporti tra le principali potenze economiche. Si prevede che le tensioni tra Stati Uniti e Cina continueranno a influenzare il settore tecnologico e che altre mosse simili potrebbero essere attuate in futuro.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il governo cinese ha deciso di vietare l’uso dei chip Intel e AMD nei propri sistemi, citando preoccupazioni per la privacy e l’obiettivo di garantire l’uso di apparecchiature “sicure e affidabili”. Inoltre, il governo ha consigliato alle autorità a livello comunale di evitare di utilizzare Windows di Microsoft come sistema operativo principale.

Questa decisione è giunta dopo che il Ministero cinese dell’Industria e dell’Information Technology ha pubblicato un elenco di CPU conformi alle politiche governative, che includeva tutti i produttori cinesi “senza nome”, ma si ritiene che aziende come Huawei e Phytium siano in cima alla lista. Il divieto immediato di Intel e AMD è stato un passo inaspettato, tuttavia era prevedibile considerando che l’industria tecnologica cinese ha manifestato un crescente interesse verso soluzioni “in-house”, soprattutto dopo le sfide incontrate con gli acceleratori AI recentemente. Questo evidenzia il crescente isolamento dell’industria tecnologica cinese dai mercati internazionali e la sua spinta verso l’indipendenza tecnologica.

La situazione attuale rappresenta un serio campanello d’allarme per Intel e AMD, poiché un divieto governativo potrebbe sconvolgere rapidamente i loro mercati di consumo. Se non verrà trovata una soluzione temporanea, ciò potrebbe comportare enormi perdite finanziarie, considerando che Intel, ad esempio, guadagna circa il 27% delle sue vendite su base annua dalla Cina.

D’altra parte, per aziende come Huawei o Loongson, che stanno rapidamente sviluppando le proprie CPU, questo divieto potrebbe rappresentare un’opportunità per un’adozione massiccia delle loro tecnologie, alimentando l’innovazione e la ricerca e sviluppo nei loro settori.

Sarà interessante vedere come si evolverà la situazione e se le aziende si orienteranno verso gli Stati Uniti o il mercato cinese. Entrambe le nazioni stanno investendo notevolmente nel proprio arsenale tecnologico, con l’amministrazione Biden che promuove lo sviluppo attraverso il suo CHIPS Act, mirato a favorire la crescita nazionale dei semiconduttori per aziende come Intel. Tuttavia, l’imposizione di questo nuovo divieto crea ulteriori incertezze che potrebbero influenzare negativamente i mercati.

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