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Intel Foundry vede il traguardo: pareggio di bilancio (break-even) entro il 2027 grazie ai nodi 18A e 14A

da | Mar 4, 2026 | 0 commenti

Il colosso di Santa Clara ha tracciato una rotta chiara per il futuro della sua divisione produttiva. Nonostante le sfide attuali e le ingenti perdite trimestrali, il target di break-even per Intel Foundry fissato al 2027 appare oggi molto più concreto. La strategia di Pat Gelsinger inizia a mostrare i primi frutti, puntando tutto sull’innovazione tecnologica e sull’acquisizione di nuovi partner esterni.

La strategia di Intel: recuperare il terreno su TSMC

Per anni, Intel ha lottato per mantenere la leadership nel settore della produzione di chip. Con la nascita di Intel Foundry come entità indipendente (almeno a livello contabile), l’obiettivo è diventato competere direttamente con giganti del calibro di TSMC e Samsung.

Secondo le ultime dichiarazioni del CFO di Intel, David Zinsner, il 2027 rappresenterà l’anno della svolta finanziaria. Ma come intende l’azienda passare da perdite miliardarie alla redditività? La risposta risiede nella roadmap dei nuovi processi produttivi.

I pilastri della rinascita: Intel 18A e Intel 14A

Il successo di questa transizione dipende quasi interamente dalla capacità di Intel di rispettare la propria tabella di marcia tecnologica:

  1. Nodo 18A (1.8nm): Sarà il primo grande banco di prova. Con i primi prodotti (Panther Lake per il mercato consumer e Clearwater Forest per i server) attesi tra la fine del 2025 e il 2026, il nodo 18A servirà a dimostrare al mercato che Intel è tornata ai vertici dell’efficienza energetica e della densità di transistor.

  2. Nodo 14A (1.4nm): È qui che avverrà la vera rivoluzione economica. Intel prevede che il nodo 14A sarà il catalizzatore principale per attrarre grandi clienti esterni, garantendo quei volumi produttivi necessari a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2027.

High-NA EUV: Un investimento per il futuro

Un fattore determinante per il raggiungimento dei target è l’adozione anticipata delle macchine High-NA EUV (Extreme Ultraviolet) di ASML. Sebbene queste tecnologie comportino costi iniziali elevatissimi (CapEx), Intel scommette che la maggiore precisione e la riduzione dei passaggi produttivi permetteranno di ottimizzare i margini nel lungo periodo, superando la concorrenza sulla densità dei semiconduttori.

Verso il 2027: Sfide e opportunità

Nonostante l’ottimismo, la strada non è priva di ostacoli. Al momento, il volume di ordini da parte di clienti esterni è ancora considerato “limitato”. Molte aziende attendono di vedere i risultati concreti dei chip 18A prima di impegnarsi in contratti a lungo termine.

Tuttavia, Intel sta adottando un approccio “Smart Capital”, bilanciando gli investimenti con sussidi statali (come il CHIPS Act) e partnership strategiche (come quelle con UMC e Tower Semiconductor) per mitigare i rischi finanziari.

Futuro: cosa aspettarsi?

Se Intel riuscirà a mantenere le promesse sui nodi 18A e 14A, il 2027 non sarà solo l’anno del pareggio, ma l’inizio di una nuova era in cui la “Blue Team” potrebbe tornare a dominare non solo il design, ma anche la produzione mondiale di chip.

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