Dazi usa per i produttori di RAM extra usa

Ultimatum USA: Dazi al 100% sulle memorie DRAM se non sono “Made in America”

da | Gen 20, 2026 | 0 commenti

La spinta verso il “Made in USA” è sempre stata una priorità assoluta dell’amministrazione Trump, concentrandosi in particolare su settori strategici ad alto valore come i semiconduttori e l’Intelligenza Artificiale. Questa narrativa ha guadagnato una trazione immensa negli ultimi tempi, grazie agli investimenti miliardari di colossi come TSMC e Samsung. Ora, però, nel mirino del governo americano sembrano esserci i produttori di memorie DRAM.

​Durante la cerimonia per la posa della prima pietra della nuova fabbrica di Micron a New York, il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, ha sganciato una bomba normativa: i produttori di memorie che non sposteranno la produzione sul suolo americano dovranno affrontare dazi pari al 100%.

Everyone who wants to build memory has two choices: They can pay a 100% tariff, or they can build in America.

– Commerce Secretary Howard Lutnick via Bloomberg

​Samsung e SK Hynix sotto la lente d’ingrandimento

​È la prima volta che gli Stati Uniti prendono di mira specificamente i fornitori di DRAM. Considerando quanto i chip di memoria siano diventati cruciali per l’industria dell’AI, una mossa del genere era forse prevedibile, ma non meno scioccante. Sebbene Lutnick e il Dipartimento del Commercio non abbiano fatto nomi specifici, un’analisi dei principali player del mercato rivela scenari preoccupanti.

  • Samsung: Il gigante sudcoreano ha già annunciato impegni significativi nel settore dei semiconduttori negli USA (sia frontend che backend), ma al momento non esiste alcun piano concreto per la costruzione di una fabbrica dedicata alle memorie (Memory Fab).
  • SK Hynix: L’azienda ha recentemente confermato un investimento da 4 miliardi di dollari a West Lafayette, in Indiana. Tuttavia, il progetto riguarda il packaging avanzato (2.5D) e la ricerca e sviluppo (R&D); le linee di produzione vere e proprie per le DRAM non rientrano in questo investimento.

​Micron: l’unica isola felice?

​Attualmente, l’unica grande azienda che produce chip DRAM in America (o che ha piani concreti per farlo su larga scala) è Micron. Se l’amministrazione Trump dovesse attuare davvero questa minaccia, mirando all’industria delle memorie estere, diversi attori mainstream potrebbero trovarsi schiacciati da una tariffa del 100%, un colpo potenzialmente fatale per molti produttori.

​Conseguenze: Prezzi alle stelle e incubo per Taiwan

​Anche i produttori taiwanesi come Nanya Technology e Winbond Electronics, che rappresentano una parte importante della catena di approvvigionamento DRAM, potrebbero subire l’imposizione di questi “dazi sulla memoria”.

​Per il mercato, le prospettive sono nere. La domanda esplosiva legata all’Intelligenza Artificiale ha già spinto i prezzi delle DRAM a livelli record. L’introduzione di un dazio del 100% potrebbe rivelarsi devastante per un settore che sta già faticando enormemente a scalare la capacità produttiva per soddisfare la richiesta globale.

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